Data notizia 17 Dicembre 2025 Immagine Image Testo notizia Migliorare il comfort a bordo, azzerando l'impronta vibro-acustica per proteggere l'ambiente marino e garantire il benessere di passeggeri ed equipaggio. Questi sono gli ambiziosi obiettivi che hanno dato il via al progetto di ricerca e sviluppo “SilentShip - Acoustic Black Holes, nuova frontiera per navi silenziose”.L'iniziativa, strategica e co-finanziata dal Programma Regionale FESR della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, vede il Dipartimento di Ingegneria e Architettura (DIA) dell'Università di Trieste partner scientifico, al fianco di leader industriali come Fincantieri ed Esteco, con il supporto gestionale di MareFVG. Capofila del progetto è il Consorzio Servizi Navali e Industriali - CSNI.La chiave dell’innovazione risiede negli Acoustic Black Holes (ABH), dispositivi basati su una particolare geometria ed applicati a porzioni delle strutture. In pratica, queste geometrie fanno sì che le vibrazioni si “concentrino” in esse: qui l’energia meccanica rallenta e viene dissipata più facilmente da materiali o trattamenti dedicati. È per questo che gli ABH sono descritti come veri e propri “pozzi” di energia vibrazionale. L’uso di questa tecnologia permette di progettare soluzioni leggere e sostenibili per limitare la propagazione delle vibrazioni generate dai macchinari principali e, di conseguenza, contenere il rumore percepito a bordo ed irradiato verso l’esterno.All’interno del progetto il Dipartimento di Ingegneria e Architettura ricoprirà un ruolo cruciale che spazia dalla teoria alla sperimentazione. Il team di ricerca è guidato dall’ing. PhD Giada Kyaw Oo D'Amore, RTD-A del DIA, in qualità di responsabile scientifico del progetto e coordinatrice UniTS e comprende il prof. Marco Biot, il prof. Mitja Morgut e l'ing. PhD Giovanni Rognoni, assegnista di ricerca del DIA.I ricercatori UniTS si concentreranno sullo sviluppo di modelli numerici avanzati e sull'esecuzione di complesse simulazioni volte a individuare le geometrie ABH più efficaci e i parametri essenziali per ottimizzarle. Queste analisi produrranno anche le linee guida utili a stabilire dove collocare i prototipi sulle strutture navali per ottenere il massimo contributo.Il gruppo di ricerca fornirà un apporto fondamentale anche nella fase di validazione, infatti progetterà e condurrà test progressivi, dal laboratorio, a mock-up navali, fino alle prove a bordo nave. Queste attività serviranno, da un lato, a rilevare le sollecitazioni reali che generano le vibrazioni, così da inserirle con precisione nei modelli numerici; dall’altro, a verificare l’efficacia delle soluzioni individuate al computer e a rifinire i prototipi, assicurando che le prestazioni previste in simulazione siano confermate anche in condizioni operative.L’impegno del DIA si estenderà infine agli aspetti di sostenibilità e innovazione aperta. Il team effettuerà valutazioni LCA (Life Cycle Assessment) del prodotto sviluppato e condurrà studi per applicare soluzioni di Open Innovation coerenti con la filosofia della Società 5.0, in cui l’avanzamento tecnologico è orientato sia al miglioramento della qualità della vita sia alla riduzione degli impatti ambientali. Il Dipartimento contribuirà inoltre alla definizione delle specifiche tecniche del prodotto e del processo produttivo.Il progetto "SilentShip" può contare su un finanziamento complessivo di 1.366.685,17 euro, con un contributo regionale di 822.016,20 euro e un cofinanziamento UE di 328.806,48 euro. Il budget a disposizione del team UniTS ammonta a 418.130,20 euro, a conferma dell'importanza del lavoro di ricerca svolto dai ricercatori dell’Ateneo triestino.Con una durata di 42 mesi, il progetto punta a fissare una nuova frontiera tecnologica nel settore navale, rendendo le imbarcazioni non solo più confortevoli per l’uomo, ma anche più rispettose dell'ambiente marino.