25 Febbraio 2025 , 9:30 am - 1 pm Sede evento Aula 1 A - Sala conferenze, 1° piano, Edificio D, Piazzale Europa Testo evento La prima giornata della conferenza internazionale "Transborder Heritage: A Multidisciplinary Approach", all'interno della Cultural Heritage Week promossa da Transform4Europe, è dedicata al tema "Anthropology and Identities between Borders".I panel sono aperti a tutte le componenti della comunità accademica.PROGRAMMAore 9.30 - Aula 1 A - Sala conferenze, 1° piano, Edificio D, Campus PrincipaleInaugurazione della Conferenza sul Patrimonio Culturale Comune Europeo T4EUSaluti istituzionali e apertura cerimoniale della T4EU Common European Heritage Week a cura del Prof. Alberto Pallavicini, Rettore Delegato per T4EU.ore 10 - Aula 1 A - Sala conferenze, 1° piano, Edificio D, Campus PrincipaleAntropologia e identità tra confiniSessione di panelIdentità senza frontiere? Sfide e opportunità di un patrimonio culturale comune europeoIn qualità di membri dell’alleanza europea T4EU, abbiamo la missione di promuovere la mobilità all’interno dei confini dell’Europa, immaginando un futuro di integrazione. Tuttavia, parallelamente a questo sforzo, barriere, muri e confini si sono proliferati non solo all’esterno dell’Europa, ma anche al suo interno. In questo contesto, il patrimonio gioca un ruolo sempre più chiave nella formazione delle identità. Questo risulta particolarmente problematico nelle aree di confine, dove le reti sociali e culturali spesso divergono dalle mappe storiche e geopolitiche. Qui emerge una divisione tra forme di patrimonio radicate nel basso livello e rappresentazioni identitarie omogeneizzanti. Alla luce di tale complessità, che deriva dalla visione del patrimonio attraverso la lente dei confini, questo panel intende esaminare in maniera critica il concetto di Patrimonio Comune Europeo. Attraverso la presentazione di casi studio che esplorano forme di patrimonio che trascendono i confini fisici e simbolici dell’Europa, ci si chiede: come si manifesta il rapporto tra maggioranze e minoranze? In che modo il senso di appartenenza è plasmato dalla mobilità interna ed esterna ai confini europei, caratterizzata da un patrimonio eterogeneo? Il panel si propone di affrontare queste domande fondamentali per immaginare un concetto dinamico e processuale di Patrimonio Comune Europeo – uno che possa rimanere sostenibile nel tempo e integrare il passato, il presente e il futuro dell’Europa.Identità in movimento – Comunità bulgare in Ucraina e in TransnistriaLa situazione culturale e linguistica, nonché le identità e le identificazioni dei membri delle comunità bulgare all’estero, stanno cambiando in base ai mutamenti sia in Bulgaria sia nei paesi in cui queste comunità vivono. L'intervento attuale si basa su una ricerca qualitativa in corso – interviste e gruppi di discussione con cittadini ucraini e transnistriani di discendenza bulgara, suddivisi in due gruppi distinti: giovani (alla fine del liceo e all’università), i loro genitori e gli insegnanti delle scuole locali. I dati raccolti finora evidenziano la dinamica dei cambiamenti nelle percezioni di identità, identificazioni e patrimonio culturale della diaspora bulgara in queste terre, nonché le varie relazioni tra queste comunità e la Bulgaria, intesa sia come patria storica che come parte dell’UE. L’attuale situazione politica e la guerra in Ucraina influenzano inevitabilmente questi processi. I risultati della ricerca potranno essere utilizzati per orientare le politiche riguardanti le comunità di migranti in questi specifici contesti e più in generale.Relatrice: Prof.ssa Nikolina TsvetkovaLa Prof.ssa Tsvetkova è coinvolta nell’insegnamento e nella formazione degli insegnanti, nella progettazione di materiali didattici, nello sviluppo di corsi, nella valutazione di materiali di apprendimento e nella formazione in comunicazione interculturale. Ha coordinato programmi di formazione per insegnanti e master, oltre a progetti finanziati dall’UE. I suoi interessi di ricerca includono la comunicazione interculturale, l’apprendimento interculturale, l’e-learning e la dimensione europea dell’educazione. Ha pubblicato numerosi articoli, capitoli di libri e una monografia in questi settori, oltre a manuali per l’apprendimento dell’inglese. Attualmente coordina il Dipartimento di Studi Europei presso la Facoltà di Filosofia dell’Università di Sofia St. Kliment Ohridski.Border reality and dynamics of identity through the focus of north-west BulgariaLa realtà politica spesso cambia la vita umana, offrendo l'opportunità di fare scelte che sembrerebbero inalterabili. Vivere al confine o tra due confini diventa talvolta un evento abituale. L’identità e la consapevolezza di sé continuano a essere temi attuali nelle ricerche etnologiche e antropologiche, in quanto le realtà socio-economiche del XXI secolo pongono costantemente l’uomo alla prova. Di conseguenza, si cerca sostegno nelle comunità, facendo spesso affidamento su indicatori storicamente condizionati come una comunità linguistica, un passato comune condiviso, un’area territoriale abitata, cultura locale e sistemi di riti e consuetudini. Un esempio interessante di queste dinamiche è rappresentato dalle comunità della regione del Nord-Ovest della Bulgaria (distretti di Vidin e Nikopol). La loro identità è mutevole, ma vi sono fatti storici che presuppongono i processi osservati.Relatrice: Prof.ssa Mira MarkovaMira Markova si è laureata presso l’Università di Sofia St. Kliment Ohridski, dove attualmente insegna nel Dipartimento di Etnologia e Antropologia Culturale della Facoltà di Storia. I suoi interessi scientifici riguardano le culture locali, l'etnologia, l'antropologia urbana, la cultura popolare bulgara, la memoria e la religiosità contemporanea. Ha condotto numerosi studi etnologici sul campo in Bulgaria, Grecia, Serbia, Croazia, Polonia e Ucraina. I risultati delle sue ricerche sono stati pubblicati su riviste di prestigio nazionali ed internazionali. È autrice delle monografie "Cultura urbana locale" e "Culture e tradizioni locali. La trasformazione culturale dei sistemi rituali nel XXI secolo". Ha svolto lezioni come docente ospite in diverse università europee ed è stata eletta decana della Facoltà di Storia dell’Università di Sofia St. Kliment Ohridski dal 2019.Relatore: Prof. Simeon HinkovskiSimeon Hinkovski si è laureato presso la Facoltà di Storia dell'Università di Sofia con una specializzazione in storia medievale e lavora nei campi della diplomazia medievale e della paleografia latina. È direttore esecutivo del Museo dell'Università di Sofia San Clemente di Ocrida e assistente del decano della Facoltà di Filologia Classica e Moderna. Oltre agli studi sulle relazioni internazionali nel Medioevo, i suoi interessi si estendono al patrimonio culturale e storico, alla digitalizzazione e ad altri ambiti affini. Ha svolto una specializzazione in paleografia latina presso gli Archivi di Stato di Genova e gli Archivi di Stato di Dubrovnik ed è membro di diverse società e associazioni storiche. Insegna digitalizzazione, paleografia latina, storia medievale (inclusa quella africana) e altre discipline correlate. A Shared Legacy of Silence: Hybrid Identities, Traumas, and Conflict Memories along the Slovenian-Italian BorderQuesto intervento esplora le persistenti memorie traumatiche legate al confine contestato tra Italia e Slovenia (ex Jugoslavia). Basandosi sul progetto di ricerca antropologica "Ethnography of Silence(s)", si propone di sviluppare una metodologia per studiare il silenzio nel contesto delle dinamiche di potere, dei conflitti di memoria e delle esperienze traumatiche non dette. Attraverso un approccio comparativo e multivocale, la ricerca esamina diversi gruppi sociali legati ai grandi traumi del confine italo-sloveno: il fascismo al confine, la Seconda Guerra Mondiale e la migrazione di massa di persone (prevalentemente di lingua italiana) dalla Jugoslavia, noto come l'esodo istriano. Le memorie traumatiche delle aree di confine sono state strumentalizzate politicamente: alcune narrazioni sono state messe a tacere, mentre altre sono state mitizzate per costruire discorsi concorrenti di vittimizzazione nazionale e fondamenti per identità collettive. La ricerca segue la formazione e il silenziamento dei costrutti mnemonici, delle esperienze traumatiche e delle identità etniche ibride e fluide (indifferenza nazionale) in diversi spazi sociali: dagli sloveni colpiti dalla violenza fascista al confine, ai rifugiati istriani nella cittadina contestata di Trieste, agli esuli istriani in Australia, fino agli italiani rimasti indietro e divenuti minoranza nazionale in Jugoslavia, nonché agli immigrati sloveni e altri jugoslavi nelle città istriane depopolate. L’obiettivo è svelare le dinamiche nascoste dietro i processi di identificazione etnica, che spesso rimangono taciuti nelle narrazioni nazionali dominanti, coinvolgendo persone di diversi background etnici, specialmente nel contesto dell’esodo istriano. Tutti questi gruppi condividono però un comune lascito di silenzio, che, dopo oltre sette decenni, continua a gravare sulle relazioni transfrontaliere e la convivenza interetnica. La ricerca affronta inoltre la tensione tra memorie collettive e individuali, nonché i silenzi derivanti dalla posizione dell’antropologo in diversi contesti sociali.Relatrice: Prof.ssa Katja Hrobat VirlogetKatja Hrobat Virloget è responsabile del Dipartimento di Antropologia e Studi Culturali. Il suo libro "Silences and Divided Memories. The Exodus and Its Legacy in Post-War Istrian Society" (Berghahn, 2023) ha ricevuto numerosi premi. Dirige il progetto di ricerca "Ethnography of Silence(s)".The liminality of images as a shelterLa presentazione si basa sulla ricerca di Yu. Lotman sul "fenomeno dell'arte" nel contesto dell'antropologia culturale e dell'identità culturale. Verranno presentati quattro artisti che devono costantemente attraversare confini – sia fisici che metaforici. Si tratta di due pittori e due grafici che vivono tra Sofia, Nis, Tsaribrod, Ohrid e Brescia. Il loro modello culturale di creazione e trasmissione delle immagini, che non può essere attribuito a una scuola territoriale o a una stilistica precisa, rientra nella disputa assente tra A. Toynbee e Ph. Bagby sulle "entità invisibili", in questo caso riferite al comportamento culturale. La dualità nel comportamento e nelle opere degli autori presentati rappresenta il loro topos e il loro luogo di appartenenza. L’attraversamento regolare dei confini e delle identità li aiuta a creare opere che risultano leggibili in un più ampio contesto visivo e, al contempo, rappresentano un rifugio personale per l’artista.Relatrice: Prof.ssa Bissera ValevaBissera Valeva si è laureata presso l’Accademia Nazionale d’Arte di Sofia, Bulgaria, con specializzazione in “Pittura Murale” nella classe del Prof. Mito Ganovski (1989). Dal 1994 lavora presso l’Università di Sofia St. Kliment Ohridski nel Dipartimento di “Arti Visive”. Dal 1997 insegna “Pittura” per le specialità “Grafica” e “Book Design” all’Accademia Nazionale d’Arte. Dal 2005 ha conseguito il dottorato in pedagogia e dal 2013 è professore di “Disegno e Composizione” all’Università di Sofia St. Kliment Ohridski. È membro della Union of Bulgarian Artists dal 1991 ed ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per i suoi studi e successivi lavori. Ha realizzato oltre 50 mostre personali in patria e all’estero. Le sue opere fanno parte della Collezione della Galleria Nazionale di Sofia (Bulgaria) oltre che di gallerie statali e collezioni private in Bulgaria, Bosnia ed Erzegovina, Canada, Germania, Grecia, Cipro, Francia, Ungheria, Moldova, Montenegro, Macedonia del Nord, Romania, Russia, Serbia, Spagna, Regno Unito, USA, ecc.