Contenuto Da UniTS a Geopop: il divulgatore Filippo Bonaventura si racconta Image Filippo Bonaventura, laureato in astrofisica e fisica spaziale a UniTS, è divulgatore scientifico e coordinatore editoriale per “Geopop”. Ha amministrato il progetto di divulgazione “Chi ha paura del buio?” ed è autore di vari saggi di astronomia.Ecco cosa ci ha raccontato!Non è scontato che uno scienziato sviluppi una passione per la divulgazione. Quando hai scoperto di avere la stoffa?Credo sia successo mentre scrivevo la mia tesi di laurea. Portando avanti la stesura mi sono accorto che scrivere le parti più compilative, in cui spiegavo i concetti propedeutici al mio lavoro di ricerca, era per me nettamente più piacevole che svolgere il lavoro di ricerca stesso. Lì ho capito che preferivo raccontare la conoscenza che avevo acquisito piuttosto che produrne di nuova. E mi riusciva pure bene. Così i miei piani per il futuro sono cambiati: invece che procedere con il dottorato di ricerca – che è la prassi per qualcuno che si laurea in astrofisica – ho puntato a entrare nel mondo della divulgazione scientifica. Hai avuto un mentore o una figura d’ispirazione nel tuo percorso giornalistico ed editoriale?Non potrò mai ribadire abbastanza quanto sia stata formativa per me l'esperienza del Master in Comunicazione della Scienza alla SISSA che ho frequentato dopo la laurea. Sono stati i docenti e i miei compagni di corso che hanno rivoltato come un calzino la mia forma mentis, trasformandomi di fatto da persona di scienza a divulgatore. Tutto quello che è successo dopo lo devo sostanzialmente a loro.Per il resto, nel mio percorso di divulgazione le colonne i miei fari sono stati Carl Sagan, Michael Stevens (il fondatore del meraviglioso canale YouTube “VSauce”) e naturalmente – non potrebbe essere altrimenti – il nostro Piero Angela.Cosa diresti al te stesso di ieri e di domani, dal punto di vista lavorativo e di crescita personale?Al me stesso di ieri non credo di avere molto da dire, perché ho avuto la fortuna di fare esattamente ciò che volevo. L'unico consiglio che darei al Filippo più giovane è di non curarsi troppo delle opinioni altrui. Al me stesso di domani ricorderei invece di non perdere mai di vista la creatività: è facile dimenticarsene quando trasformi questa attività in un lavoro, ma non bisogna dimenticarsi che chi fa divulgazione in qualche modo racconta delle storie, e quando le raccontiamo in maniera creativa ci divertiamo di più e abbiamo più soddisfazioni. Ultimo aggiornamento Ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2026